Ogni giorno alle quattro piove

2016

La levità dei ricordi


Superata la soglia dei cinquant’anni, un uomo si trova solo in casa in una mattinata di agosto, e nel silenzio metafisico di un intero condominio in vacanza, ripercorre le tappe della propria vita. Il lavoro di artista del coro lo ha portato a spostarsi in diverse città italiane prima di giungere a Roma, la meta agognata da sempre. Ma cosa hanno visto i suoi occhi in questo percorso? Molti sono i ricordi legati oltre che alle persone, soprattutto ai diversi ambienti urbani con le proprie atmosfere. Il libro potrebbe definirsi come un itinerario geografico sentimentale, ricco di personaggi ma soprattutto di luoghi dal forte potere evocativo, per rimanere infine sospeso alla ricerca di una futura ipotetica terra ideale, dove poter mettere le proprie radici per sempre.


GENOVA: La passeggiata di Nervi

"Dalla stazione ferroviaria giungo alla Passeggiata Anita Garibaldi dopo aver attraversato un buio e umido sottopasso al di là del quale appare il miracolo. Ci si trova immersi in un’irradiazione abbagliante e tutti i colori appaiono come smaltati. Il verde della vegetazione si fa smeraldo, il blu del mare diventa fino all’orizzonte sempre più intenso e gli stessi colori dei materiali inseriti dall’uomo, il rosso dell’ammattonato, il celeste pallido della ringhiera, prendono un vigore e una forza quasi da poster. Il mare, incombente sulle scogliere appare con quella grandezza e maestosità che incute il più sacro rispetto. E il massiccio roccioso del promontorio di Portofino all’orizzonte, pare quasi il ginocchio di un gigante che da secoli è rimasto arenato in questo angolo di Paradiso."

CARRARA: Un anarchico

"…passeggiando insieme a mio cugino, per le vecchie vie del centro abbiamo incontrato un vecchio anarchico, autentico, con la sua bella e lunga barba bianca e tutta una serie di fazzoletti colorati al collo appoggiato sull’uscio del Circolo a godersi il sole primaverile. E’ stato come vedere un’immagine uscita dalla nuvola di fumo di un prestigiatore. Una figura materializzatasi per noi solo in quel momento. Più che una persona un’idea che con voce calmissima e dolce ci ha detto: «bvet un bicchier d vin » (bevete un bicchiere di vino)"

FIRENZE

"Paradossalmente il capoluogo toscano, pur essendo una meta turistica irrinunciabile e di conseguenza congestionata, essenzialmente rimane una città per intenditori, per persone raffinate e di vera cultura. Solo una mente studiosa può apprezzare le geometrie della Cappella Pazzi o della Sagrestia vecchia di San Lorenzo, così apparentemente troppo semplici. Come disarmante risulta l’interno di Santa Maria del Fiore. E li vedi spaesati i turisti storditi dal tripudio dei marmi colorati esterni aggirarsi tra i colossali pilastri disadorni dell’immensa navata inspiegabilmente vuota. Pochi ne comprendono il vero spirito, ed io stesso ora che ne sono lontano sento una struggente nostalgia di quella semplice, meravigliosa, assoluta perfezione."

ROMA: La Via Appia antica

"Gli antichi ruderi appaiono nudi e senza vergogna mostrano le loro ferite, le loro mutilazioni, così, senza un gemito…e l’aria accarezza le pietre con la stessa tenerezza di una mamma verso il suo bambino, e il sole le bacia e pare voglia resuscitarle. La pioggia cadendo silenziosa, pare invece voglia mondare, lavare e perdonare tutte le antiche nefandezza, le antiche ingiustizie, i vecchi soprusi, gli impuri amori che sono oggi gli stessi nostri di allora: le nostre nefandezze, le nostre ingiustizie, i nostri soprusi, i nostri impuri amori."

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