Un sorriso imbarazzante

2020

L'Arte ci racconta


Ogni opera d’arte compiuta è in quel momento nuova, ‘moderna’, inserita perfettamente nel suo tempo. L’uomo, che tutto deve misurare, ha poi coniato i termini antico, moderno e contemporaneo per pura praticità. Ma esiste davvero un tempo per un’opera d’arte? Essa non continua a vivere eternamente ogni giorno sotto gli occhi più o meno attenti di turisti, studiosi e viaggiatori? E quindi perché meravigliarsi di trovare Bia de’ Medici a giocare su una giostra di Firenze, Guidoriccio da Fogliano a correre il Palio a Siena o Apollo di Veio sull’orlo di un buco nero per poi precipitare al Circolo della Caccia a Roma? è proprio questo che succede nei racconti fantastici di questo volume dove l’autore fa rivivere nel nostro tempo attuale personaggi più o meno celebri della Storia dell’Arte, che ‘per miracolo’ fanno sentire ora le loro voci che sono quelle incorruttibili e pure del loro Tempo. Entrano nel nostro Mondo, calpestano l’asfalto delle nostre strade, continuano a parlarci con la stessa nostra lingua e spesso ci sorridono...


"...questa fu la prima parola che la Bia pronunciò da quel lontano marzo del 1542 quando il vento della Storia se la portò via nelle sue Stanze. E venne la notte e venne il giorno. Soffiarono i venti, gli uomini coltivarono gli orti tra il furor delle armi mentre le lucertole camminavano sui muri delle loro case. Le donne continuarono ad ingravidare per sostituire i vivi ai morti e i troni si rovesciarono senza che nel profondo degli abissi del mare giungesse nessun rumore per tutti questi quattrocentosessantotto anni durante i quali continuò muta a parlare la Bia nella rossa stanza ottagonal del Buontalenti."

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